Emicrania: una malattia prevalentemente femminile.

L’emicrania colpisce circa il 18% delle donne e il 6% degli uomini in USA e in Europa occidentale.
La sua prevalenza lifetime (ovvero la percentuale di persone che ne soffrono in un periodo della vita) è del 43% nelle donne e del 18% negli uomini.
E ‘quindi principalmente una malattia femminile, che è attiva in particolare durante il periodo fertile della vita delle donne, con un picco di incidenza (numero di nuovi casi all’anno) tra i 30 e i 40 anni.
La figura qui a lato (presa da un noto articolo di Lipton e colleghi pubblicato su “Neurology” nel 2007) mostra molto bene il divario tra uomini (linea tratteggiata) e donne (linea continua) e il fatto che l’età in cui risultano colpite più donne è tra i 30 e i 40 anni, con una donna su 4 colpita da emicrania in quel periodo (periodo peraltro in cui la paziente è di solito all’apice dei propri impegni lavorativi, sociali e famigliari).

Oltre ad essere una malattia molto frequente è anche una patologia estremamente disabilitante, tanto che è stata classificata in un recente studio internazionale come la settima patologia più disabilitante al mondo (Vos 2012).
Purtroppo il fatto che si tratti “solamente di un mal di testa” (come dicono con una buona dose di ignoranza alcune persone che non ne sono affette) ha fatto sì che chi ne è affetto (soprattutto nelle donne, come abbiamo visto), oltre a subire il dolore e la disabilità causati degli attacchi, deve anche subire la stigmate dell'”assenteista”, della persona “asociale” o semplicemente di chi esagera e si lamenta troppo, appunto “solo per un mal di testa”…
Per fortuna i nuovi studi scientifici rendono sicuramente giustizia a tutte quelle pazienti che hanno subito queste accuse non vedendosi mai riconosciuta la reale disabilità causata dalla loro patologia.

Le donne che soffrono di emicrania devono inoltre sapere che vi sono svariati metodi e terapie, farmacologiche e non, al bisogno o preventive (curative), estremamente efficaci nel tenere sotto controllo la propria emicrania riducendo significativamente la disabilità che essa causa.
E’ quindi possibile cambiare ottica smettendo di considerare l’emicrania come una condizione che fa parte della propria vita e non può essere curata.

Fonti:
• Vos T, Flaxman AD, Naghavi M, et al. Years lived with disability (YLDs) for 1160 sequelae of 289 diseases and injuries 1990–2010: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2010. Lancet. 2012;380(9859):2163–2196.
• Lipton RB, Bigal ME, Diamond M, Freitag F, Reed ML, Stewart WF, AMPP Advisory Group (2007) Migraine prevalence, disease burden, and the need for preventive therapy. Neurology 68:343–349
• Lj S, Hagen K, Jensen R, Katsarava Z, Lipton R, Scher A, Steiner T, Zwart JA (2007) The global burden of headache: a documentation of headache prevalence and disability worldwide. Cephalalgia 27:193–210
• Stewart WF, Wood C, Reed ML, Roy J, Lipton RB, AMPP Advisory Group (2008) Cumulative lifetime migraine incidence in women and men. Cephalalgia 28:1170–1178
• Nappi RE, Berga SL (2010) Migraine and reproductive life. Handb Clin Neurol 97:303–322

Images via http://www.willowcreekdds.com, Lipton RB, Bigal ME, Diamond M, Freitag F, Reed ML, Stewart WF, AMPP Advisory Group (2007) Migraine prevalence, disease burden, and the need for preventive therapy. Neurology 68:343–349

/ Cefalea

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