Visual snow

La visual snow è un disturbo visivo persistente simile all’immagine che si ha quando la vecchia televisione (con il tubo catodico) è mal sintonizzata sul canale.
Il paziente vede su tutto il campo visivo un’immagine “a puntini” definita come di “neve statica” (da qui il nome in inglese). I piccoli puntini di solito sono di colore nero-grigio su sfondo bianco oppure grigio-bianco su sfondo nero. Più raramente sono descritti come puntini trasparenti, puntini lampeggianti bianchi, o puntini colorati. Tali disturbi sono continui e possono persistere per anni.

VISUAL SNOW, per anni indefinita… sino al 2014

Sebbene da molti anni tali sintomi siano stati portati all’attenzione di molti medici, tra cui oculisti, neuro-oftalmologi e neurologi , il problema è rimasto indefinito sino all’anno scorso. Il risultato tragico (sino ad ora) è stato che molti pazienti affetti da visual snow sono stati presi come “matti”, tossicodipendenti o simulatori…

Nel 2014 il gruppo cefalee della University of California San Francisco (UCSF) diretto dal Prof Peter Goadsby (ove ho avuto l’onore di lavorare e con cui collaboro ancora) ha classificato accuratamente questo fenomeno sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale di neuroscienze “Brain“. In passato la visual snow era stata ascritta, tra le altre cose, ad una fenomenologia simile a quella dell’aura emicranica, ma gli studi recenti hanno escluso questa associazione, come anche l’associazione con altre condizioni (come ad esempio l’uso di allucinogeni come l’LSD).

Lo studio

Il collega tedesco Christoph Schankin, Peter Goadsby e colleghi del gruppo dell’UCSF hanno visitato in totale circa 400 pazienti che lamentavano questo disturbo e ne hanno descritto accuratamente le caratteristiche. Oltre a descrivere accuratamente il fenomeno “visual snow”, i ricercatori hanno notato che i pazienti che presentavano tale disturbo (visione “a puntini”, già descritta all’inizio di questo articolo) avevano anche altri sintomi comuni.
Hanno quindi descritto i caratteri di tali sintomi e la frequenza con cui si presentavano nei pazienti:

  • PALINOPSIA (visione di un immagine anche quando questa è scomparsa – dal greco palin “di nuovo, ancora” e opsia “vedere” ). Due tipi di palinopsia vengono riportati:
    1) TRAILING – gli oggetti che si muovono nel campo visivo lasciano una “scia”, una “traccia” (vedi la figura a lato),
    2) AFTER IMAGE – l’immagine scomparsa (uscita repentinamente dal campo visivo – ad esempio perchè abbiamo spostato rapidamente lo sguardo) persiste nel campo visivo nella precedente posizione. Il “trailing” era presente nel 86% dei pazienti e l'”after image” nel 60%.
  • PULVISCOLI o MOSCHE VOLANTI: macchie o striscie (non reali) che si muovono nel campo visivo (nella figura a lato indicate come “floaters”). Descritto nell’81% dei pazienti.
  • FENOMENO ENTOPTICO DEL CAMPO BLU (blue field entoptic phenomenon): numerosi puntini o piccoli cerchi di colore grigio / bianco (nell’immagine a lato indicati come small moving light points) / nero o anelli che si muovono nel campo visivo in entrambi gli occhi quando si guarda superfici luminose omogenee, come il cielo blu. Essi si spostano rapidamente lungo linee ondulate nel campo visivo, soprattutto quando si guarda un blu lucente come quello del cielo. Ogni puntini ha una durata assai breve, sono visibili per un secondo o meno e viaggiano per brevi distanze, lungo sentieri sinuosi apparentemente casuali. Descritto nel 79% dei pazienti.
  • FOTOPSIA SPONTANEA: lampi di luce. Descritto nel 63% dei pazienti.
  • “LUCE OCULARE” visione di onde o nuvole colorate quando si chiudono gli occhi nel buio. Descritta nel 53% dei pazienti.
  • FOTOFOBIA: aumentata sensibilità o fastidio per le luci. Gli stimoli luminosi possono essere percepiti come 1) troppo forti / intensi (74% dei pazienti) e 2) dolorosi (26% dei pazienti).
  • NICTALOPIA: compromissione della visione notturna. Descritta nel 68% dei pazienti.

Quali sono le CAUSE?

Al momento non si conoscono le cause di questo disturbo. Possiamo affermare che i pazienti presentano un esame dell’occhio normale, una TC e una RMN encefalo nella norma.
Purtroppo visto che la prima descrizione sistematica di questa sindrome è molto recente, appare quindi chiaro come non vi sia stato ancora il tempo per eseguire studi che possano darci spiegazione univoca su questo fenomeno, che appare comunque assai frequente nella popolazione. E’ apparso recentissimamente uno studio condotto sempre da Peter Goadsby che riporta dati che indicano un aumentato metabolismo nella corteccia cerebrale visiva supplementare (lingual gyrus) dei pazienti con visual snow. Il dato, che ha un suo razionale nel nesso con la sintomatologia, deve comunque essere confermato e adeguatamente interpretato.

Bibliografia

  1. Schankin CJ, Goadsby PJ. Visual snow-persistent positive visual phenomenon distinct from migraine aura. Curr Pain Headache Rep. 2015 Jun;19(6):497.
  2. Schankin CJ, Maniyar FH, Sprenger T, Chou DE, Eller M, Goadsby PJ. The relation between migraine, typical migraine aura and “visual snow”. Headache. 2014 Jun;54(6):957-66.
  3. Schankin CJ, Maniyar FH, Digre KB, Goadsby PJ. ‘Visual snow’ – a disorder distinct from persistent migraine aura. Brain. 2014 May;137(Pt 5):1419-28.
  4. Simpson JC, Goadsby PJ, Prabhakar P. Positive persistent visual symptoms (visual snow) presenting as a migraine variant in a 12-year-old girl. Pediatr Neurol. 2013 Nov;49(5):361-3.

Images via:
https://www.quora.com/What-is-visual-snow
http://brainlessblogger.blogspot.it/2013_07_01_archive.html
http://www.buzzle.com
https://en.wikipedia.org/wiki/Lingual_gyrus

/ Cefalea

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